Giornata Mondiale della Vista: quando controllare gli occhi e perché vedere bene non basta
L’8 ottobre 2026 si celebra la Giornata Mondiale della Vista, la ricorrenza annuale coordinata dall’International Agency for the Prevention of Blindness (IAPB), che anche quest’anno rilancia la campagna #LoveYourEyes per l’accesso alle cure visive, con un’attenzione particolare alle scuole e ai luoghi di lavoro.

Vedere bene non basta: che cos’è la visione binoculare
La visione binoculare è la capacità dei due occhi di lavorare come un’unica squadra: si muovono in modo coordinato, convergono quando guardiamo da vicino, mettono a fuoco alla stessa distanza e permettono al cervello di fondere le due immagini in una sola, con la percezione della profondità.
Si possono leggere tutte le lettere della tabella, i classici dieci decimi, e avere comunque una visione binoculare poco efficiente. In questi casi gli occhi vedono nitido, ma a un costo: uno sforzo continuo per mantenere allineamento e messa a fuoco, che si paga a fine giornata con mal di testa, bruciore, fatica nella lettura, righe che si confondono e, nei casi più evidenti, visione sdoppiata.
È il motivo per cui la Commissione invita a controllare come lavorano insieme gli occhi: convergenza, accomodazione, motilità oculare e fusione sono funzioni che si misurano con prove specifiche e che la sola misura dell’acuità visiva non esplora.
Quando controllare gli occhi: i segnali da non sottovalutare
La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti indica quattro situazioni in cui è opportuno un controllo:
mal di testa o stanchezza visiva quando si legge o si usa lo schermo;
occhi che non sembrano allineati, oppure testa inclinata per guardare;
un bambino che non ha mai fatto un controllo visivo;
visione doppia o difficoltà a mettere a fuoco da vicino.
Nei bambini ci sono altri segnali che genitori e insegnanti possono cogliere: chiudere un occhio per guardare, avvicinarsi molto agli schermi o al quaderno, perdere il segno durante la lettura, strofinarsi spesso gli occhi, stancarsi rapidamente nei compiti. Nell’adulto un indizio frequente è il calo di comfort visivo nella seconda parte della giornata, dopo ore di lavoro al monitor.
ATTENZIONE Una visione doppia comparsa all’improvviso, soprattutto nell’adulto e nell’anziano, non si gestisce con un appuntamento programmato: è necessario contattare subito il medico. |
Chi è l’ortottista e di che cosa si occupa
L’ortottista è il professionista sanitario che valuta e tratta i disturbi della motilità oculare e della visione binoculare, oltre all’affaticamento visivo. Il profilo professionale, definito dal Decreto del Ministero della Sanità 14 settembre 1994, n. 743, è quello di ortottista-assistente di oftalmologia: lavora in collaborazione con il medico oculista e si occupa di prevenzione, rieducazione ortottica e riabilitazione visiva. Gli ortottisti sono iscritti all’albo professionale presso la Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP).
Oculista e ortottista lavorano su piani complementari. Al medico oculista spetta la valutazione della salute dell’occhio e delle sue strutture; l’ortottista analizza come gli occhi si muovono, collaborano e reggono lo sforzo visivo. Lo descrive bene anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: la visita oculistica è effettuata dal medico, mentre la valutazione ortottica, svolta dall’ortottista, indaga la cooperazione tra i due occhi e l’equilibrio motorio e sensoriale della visione binoculare.
Consigli pratici per la Giornata Mondiale della Vista
In Italia la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della FNO TSRM e PSTRP ha scelto di accompagnare la giornata con un messaggio preciso: l’ortottista si prende cura della tua vista, e la prevenzione non riguarda solo quanto si vede, ma come si vede. In questo articolo riprendo i consigli della Commissione e li traduco in indicazioni pratiche: quali segnali non sottovalutare, che cosa succede durante una valutazione ortottica e come cambiano le esigenze visive dal neonato all’anziano.
Come si svolge una valutazione ortottica
È un controllo breve e non invasivo, basato su prove di osservazione e di misurazione. Di norma non richiede colliri e non prevede strumenti a contatto con l’occhio.
Le prove variano in base all’età e al motivo del controllo. Tra le più comuni ci sono il cover test, che mette in evidenza deviazioni degli occhi anche latenti; l’esame della motilità oculare nelle diverse direzioni di sguardo; la misura del punto prossimo di convergenza e dell’accomodazione; la valutazione della stereopsi, cioè la percezione della profondità; le prove di fusione. Con i bambini le prove diventano figure e piccoli giochi, adatti alla loro capacità di collaborare.
Come ricorda la Commissione, conviene portare con sé gli occhiali in uso e i referti dei controlli precedenti: permettono di confrontare i dati e di leggere l’evoluzione nel tempo.
Una vista da proteggere a ogni età
Ogni età ha le sue esigenze visive, e l’attenzione ai controlli si adatta di conseguenza.
Dalla nascita ai primi anni
Nei primi mesi è utile osservare se il bambino segue volti e luci e se gli occhi restano allineati. Lo sviluppo della funzione visiva è progressivo: secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù la percezione della profondità matura verso i 4-5 anni e la funzione visiva completa la sua maturazione intorno agli 8 anni.
Occhio pigro (ambliopia) e strabismo possono non dare sintomi evidenti: il bambino non si lamenta, perché non sa di vedere in modo diverso dagli altri. Il calendario proposto dal Bambino Gesù prevede, dopo il test del riflesso rosso alla nascita, una prima visita oculistica entro il primo anno, un controllo a 3 anni e uno a 6 anni, poi ogni 2-3 anni in assenza di problemi. La prima visita va fatta anche senza sintomi: un problema visivo individuato presto, sottolinea la Commissione, è più semplice da affrontare.
Bambini e ragazzi in età scolare
La vista cambia mentre si cresce, quindi i controlli vanno ripetuti nel tempo, soprattutto nei periodi di crescita e di studio intenso. Per l’uso degli schermi vale la regola 20-20-20: ogni 20 minuti, 20 secondi di sguardo lontano, a circa 6 metri. E tanto tempo all’aperto, che la Commissione inserisce tra le abitudini da coltivare.
Adulti e lavoro al videoterminale
Monitor, lettura ravvicinata e smartphone chiedono a convergenza e accomodazione un impegno quasi continuo. Quando la visione binoculare lavora al limite, la stanchezza visiva diventa la regola anziché l’eccezione. Una buona qualità della visione, ricorda la Commissione, rende anche più sicuro chi lavora.
Anziani
Controlli regolari restano la base della prevenzione. Vedere bene aiuta a muoversi con sicurezza e a ridurre il rischio di cadute, e la ricerca ha rafforzato il legame tra vista e salute cognitiva: nel 2024 la Commissione permanente di The Lancet sulla prevenzione della demenza ha inserito la perdita della vista non trattata tra i fattori di rischio modificabili. Se compare una visione doppia improvvisa, bisogna chiamare subito il medico.
Allenare gli occhi: quando l’allenamento visivo può aiutare
Alcune difficoltà visive si possono migliorare con un percorso su misura. Accade spesso, per esempio, con le difficoltà di convergenza e di messa a fuoco da vicino che stanno alla base dell’affaticamento da lettura e da schermo.
Il percorso nasce dalla valutazione iniziale ed è personalizzato. La sua efficacia dipende da due fattori che la Commissione mette in evidenza: la costanza nell’eseguire gli esercizi assegnati e il confronto regolare con chi segue il percorso, a cui raccontare progressi e difficoltà a ogni incontro.
Lo stesso principio si applica allo sport, dove l’allenamento delle abilità visive viene utilizzato anche per sostenere la prestazione dell’atleta.
Le buone abitudini che proteggono la vista ogni giorno
La prevenzione passa anche da gesti quotidiani: buona luce e distanza adeguata da libri e schermi, pause frequenti, tempo all’aperto per i più piccoli. E controlli periodici anche senza disturbi, perché, come ricorda la Commissione, la prevenzione parte da qui.
FAQ - Domande frequenti
Quando è il caso di fare una valutazione ortottica?
Quando compaiono mal di testa o stanchezza visiva durante la lettura o l’uso degli schermi, visione doppia, difficoltà a mettere a fuoco da vicino, occhi che non sembrano allineati o la tendenza a inclinare la testa per guardare. È utile anche come controllo preventivo, in particolare per i bambini che non hanno mai fatto un controllo visivo.
Che differenza c’è tra visita oculistica e valutazione ortottica?
La visita oculistica è svolta dal medico oculista e riguarda la salute dell’occhio e delle sue strutture. La valutazione ortottica è svolta dall’ortottista e analizza come gli occhi si muovono, collaborano e mettono a fuoco: motilità oculare, convergenza, accomodazione e visione binoculare. Le due figure lavorano in modo complementare.
A che età fare il primo controllo della vista di un bambino?
Dopo il test del riflesso rosso alla nascita, il calendario proposto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù prevede una prima visita oculistica entro il primo anno, poi controlli a 3 e a 6 anni e successivamente ogni 2-3 anni in assenza di problemi. Occhio pigro e strabismo possono non dare sintomi, per questo il primo controllo va fatto anche senza segnali evidenti.
Perché ho mal di testa dopo ore al computer anche se vedo bene?
Vedere nitido non significa che gli occhi lavorino senza sforzo. Se convergenza e messa a fuoco da vicino sono al limite, mantenere una visione chiara richiede un impegno continuo che si manifesta con mal di testa, bruciore e stanchezza visiva. Una valutazione della visione binoculare permette di verificare se gli occhi faticano a lavorare insieme.
Che cos’è la regola 20-20-20?
È un’abitudine semplice per chi passa molto tempo davanti a uno schermo: ogni 20 minuti si distoglie lo sguardo per 20 secondi verso un punto lontano, a circa 6 metri. Le pause riducono lo sforzo continuo di messa a fuoco da vicino.
La visione doppia improvvisa è un’urgenza?
Sì. Una visione doppia comparsa all’improvviso, soprattutto negli adulti e negli anziani, richiede di contattare subito il medico, senza attendere un appuntamento programmato.
Gli esercizi per gli occhi funzionano davvero?
Alcune difficoltà visive, come molte difficoltà di convergenza e di messa a fuoco da vicino, possono migliorare con un percorso di allenamento visivo personalizzato. I risultati dipendono dalla valutazione iniziale, dalla costanza nell’eseguire gli esercizi assegnati e dal confronto regolare con l’ortottista che segue il percorso.
La valutazione ortottica è fastidiosa o invasiva?
No. È un controllo breve e non invasivo, basato su prove di osservazione e di misurazione, adatto anche ai bambini. È utile portare con sé gli occhiali in uso e i referti di eventuali controlli precedenti.
Valutazione ortottica a Palermo
Il Dott. Benedetto Galeazzo, ortottista-assistente in oftalmologia, si occupa a Palermo di valutazione della visione binoculare e di allenamento visivo, anche in ambito sportivo. Per informazioni e per prenotare una valutazione è possibile utilizzare i recapiti indicati sul sito.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica oculistica.



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